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Diritti umani e diagnosi prenatale

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Diritti umani

Norme standard per le persone con disabilità

IF sostiene fortemente le Regole Standard per le Persone con Disabilità delle Nazioni Unite e lavora per la loro piena attuazione in tutto il mondo.

Accesso al link per leggere il testo delle Regole Standard UN:
http://www.un.org/esa/socdev/enable/dissre00.htm

Il Piano D’azione Disabilità del Consiglio d’Europa

Nel 2006 la Commissione dei Ministri del Consiglio d’Europa ha adottato un Piano d’Azione sulla Disabilità, per il periodo 2006-2015, per promuovere i diritti e la piena partecipazione delle persone con disabilità in Europa.

Le Regole Europee per le Persone con Disabilità

L’Unione Europea è stata lungamente coinvolta nel settore contro la discriminazione sulla base del genere e della nazionalità, specialmente nel settore del mercato del lavoro.
Nel Summit di Amsterdam nel 1997, i Capi di Stato e di Governo dei 15 Stati Membri hanno ottenuto molti passi avanti per rafforzare la Commissione dell’Unione a sostenere e a proteggere i fondamentali diritti dei suoi cittadini.

L’articolo 13 del Trattato che stabilisce la Comunità Europea, come modificato dal Trattato d’Amsterdam, che è emerso dal Summit, fornisce nuovi poteri di sospendere i diritti di uno Stato Membro che è stato colto a violare i principi di libertà, democrazia, e di rispetto per i diritti umani, le libertà fondamentali e il ruolo della legge. Per il primo tempo, il Trattato ha stabilito che la Comunità deve combattere la discriminazione sulla base della disabilità, l’origine etnica e razziale, la religione, la credenza, l’età, l’orientamento sessuale e in aree esterne all’impiego.

Il quadro legislativo della Comunità ora include due importanti Direttive. La prima Direttiva (Council Directive 2000/43/EC) proibisce la discriminazione etnica e razziale nell’impiego, nell’istruzione, nella previdenza sociale, nell’assistenza sanitaria e nell’accesso ai beni, ai servizi e alla casa. La direttiva garantisce anche che le vittime di discriminazione siano ricompensate in tutti gli Stati Membri.

La seconda Direttiva (Council Directive 2000/78/EC) proibisce la discriminazione sul posto di lavoro sulla base della religione, credenza, disabilità, età ed orientamento sessuale. Anche questa direttiva fornisce i diritti di base di protezione e richiede ai datori di lavoro di creare ragionevoli aggiustamenti per far fronte ai bisogni di una persona con una disabilità che è qualificata ad avere quel lavoro.

Le due direttive hanno fornito un livello comune di protezione contro la discriminazione nell’Unione e hanno provocato cambiamenti agli esistenti quadri legislativi di tutti gli stati Membri.

Questo pacchetto di misure è parte integrante di una strategia per promuovere una migliore qualità di vita per i cittadini europei. Per aiutare ad eliminare la discriminazione e promuovere uguali opportunità, l’Unione contribuisce attivamente alla protezione dei diritti fondamentali e delle libertà e alla riduzione dei costi umani e finanziari dell’esclusione.
(Parte estratta da: “The Fight for equality by the European Commission – DG Employment and social affairs”).

La prima comprensiva legge sui diritti dei disabili

La discriminazione non è presente solo nel settore dell’impiego, ma anche in altre aree di vita come il trasporto pubblico, l’educazione e l’accesso ai beni e ai servizi, tutte aree che hanno un forte impatto sull’impiego potenziale di persone disabili.

Essendo il settore dell’impiego legato a diverse aree come l’educazione, il trasporto pubblico, l’accesso ai beni e ai servizi, non è sufficiente una legislazione solo per il settore dell’impiego. Affinché la persona disabile possa essere un membro attivo della società in tutte le aree, è necessaria una nuova direttiva specifica sulla disabilità.

Le persone disabili in Europa guardano con invidia la legislazione per i disabili negli USA e chiedono una specifica legge contro la discriminazione per tutti i settori.

Nel 2002, il Forum Europeo della Disabilità (EDF) ha proposto una Direttiva specifica sulla disabilità al meeting dell’Intergruppo per la disabilità del Parlamento Europeo. La base legale di questa direttiva specifica sulla disabilità è l’articolo 13 del Trattato CE, che stabilisce che la Comunità deve prendere iniziative per combattere la discriminazione sulla base della disabilità.

In base all’articolo 13 del Trattato, il Consiglio ha adottato il 27 novembre 2000 la Direttiva 2000/78/EC “Definizione di un quadro generale per il trattamento uguale nell’impiego e nell’occupazione”. La direttiva proibisce ogni discriminazione, sia diretta o indiretta, sulla base della religione o credenza, disabilità, età od orientamento sessuale. Con lo sguardo verso la disabilita, questa direttiva riconosce che la mancanza di fornire un ragionevole aggiustamento sul posto di lavoro può costituire una discriminazione. Il concetto di un ragionevole aggiustamento include misure per adattare il posto di lavoro alle persone con disabilità, per esempio adattando il posto di lavoro e le attrezzature, gli orari di lavoro, per facilitare il loro accesso all’impiego. Quando la direttiva sull’impiego è stata presentata, è stata accolta da EDF e dai suoi membri con sentimenti misti. E’ stata bene accolta per il fatto che la Commissione europea, subito dopo l’entrata in vigore dell’articolo 13, ha fatto uso del suo diritto all’iniziativa, ma ci sono state preoccupazioni perché essa è limitata al settore dell’impiego.

Come membro attivo di EDF, IF ha partecipato al lavoro per l’adozione della direttiva sull’impiego e partecipa alla promozione della campagna di supporto per una specifica direttiva sulla disabilità.

Leggere in inglese la specifica Direttiva sulla disabilità.

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